CORRIERE TORINO
Torino, commercio in crisi ma c’è chi va controcorrente. Lorenzo Cuccaro: «Porto avanti il mio sogno»
«Ho fatto una scelta controcorrente, aprendo un negozio di abbigliamento in periferia. Proprio ciò che suggeriscono di non fare. Ne sono consapevole, ho fatto un salto, ma credo che portare avanti il proprio sogno con passione e determinazione possa fare la differenza.L’importante è sapersi distingueree fidelizzare il cliente».
Lorenzo Cuccaro, 33 anni, torinese, il 30 settembre scorso ha inaugurato«Raro Disordine Streetwear»,un negozio di abbigliamentoin via Cadorna, nel quartiere di Santa Rita. È uno dei pochi giovani che credono ancora nel settore, visto che le nuove aperture degli under 35 sono sempre più insolite. «Grazie al supporto di mia madre sono riuscito a fare questo piccolo investimento— racconta — sfruttando un’opportunità.
Proprio sotto casa, qualche anno fa, hanno messo in vendita le mura di una panetteria a un prezzo agevolato, così non mi sono lasciato sfuggire l’occasione. Poi nel 2023 la panettiera è andata in pensione, così ho pensato a come utilizzare al meglio gli spazi. Dopo varie opzioni, dal negozio di animali alla libreria di fumetti giapponesi, ho deciso di seguire questa strada. In realtà volevo fare il musicista, ma non sono riuscito a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato. Così ho reagito e ho scommesso sulla seconda passione: la moda».
Lorenzo Cuccaro ha puntato sul suo stile di riferimento,lo streetwear, una tendenza diventata famosa in tutto il mondo negli anni ’90. Un mix tra hip-hop newyorkese, cultura del surf californiano ed elementi di abbigliamento sportivo, punk e di strada giapponese. Una moda che ruota attorno a due cardini,comfort e arte contemporanea, con pezzi chiave come jeans, t-shirt e sneakers. Il must sono gli oggetti in edizione limitata, come nell’alta moda, ma a prezzi più contenuti.
«Il mio idolo è sempre stato Eminem, ho scelto di seguire la mia passione a 360 gradi, anche nello stile. Il target ovviamente è giovanile, cerco di proporre solo capi particolari e i primi tre mesi sono andati bene. Sto usando molto i social per farmi conoscere, creando anche dei piccoli video promozionali. Ho scelto di aprirel’attività a Santa Rita, in periferia, perché è il quartiere dove sono nato e cresciuto. Lo conosco bene e penso di potermi affermare, senza la concorrenza del centro. E poi mi rivolgo ai giovani che non amano la confusione di via Garibaldi o dei grandi centri commerciali. Pian piano investirò sempre di più nel marketing e spero di allargarmi, ma nel frattempo propongo un piccolo negozio intimo e fuori dagli schemi. Incrociamo le dita».
